๐นGrazie alla Giornalista Letizia Gabaglio per il bellissimo articolo su ๐ฏ La REPUBBLICA OncoDonna.
๐Il Metodo S.O.M.A. Validato dalla Scienza: un MODELLO di cura integrativa pronto per la PRESCRIZIONE SOCIALE !
๐ฎ๐น๐ช๐บPRIMO STUDIO in EUROPA che ha integrato Oncologia, Arte Generativa, Ricerca Neuroscientifica e Psicologica.
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Con il sostegno di ๐๐ผ๐ป๐ฑ๐ฎ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ ๐ ๐ฒ๐ฑ๐ถ๐ฐ๐ถ๐ป๐ฎ ๐ฎ ๐ ๐ถ๐๐๐ฟ๐ฎ ๐ฑ๐ถ ๐๐ผ๐ป๐ป๐ฎ ๐ผ๐ป๐น๐๐, Fondazione Compagnia di San Paolo, Associazione ๐ก๐ข๐ ๐ ๐ช๐ผ๐ฟ๐น๐ฑ.
๐ฌCoordinamento Scientifico ๐ฃ๐ฟ๐ผ๐ณ.๐๐๐ฎ ๐๐ต๐ถ๐ฎ๐ฟ๐ฎ ๐๐ฒ๐ป๐ฒ๐ฑ๐ฒ๐๐๐ผ.
๐ Ideazione e Produzione Artistica ๐๐น๐ฒ๐๐๐ฎ๐ป๐ฑ๐ฟ๐ฎ ๐๐ฎ๐ด๐ฎ๐ป๐ฎฬ e ๐ง๐ผ๐บ๐บ๐ฎ๐๐ผ ๐ ๐ฎ๐ฟ๐น๐ฒ๐๐๐ฎ con la collaborazione di Simona Saldi.
https://www.repubblica.it/salute/rubriche/saluteseno/2026/05/15/news/tumore_dipingere_sull_acqua_migliora_umore_pazienti-425348171/
“Ho ideato il metodo artistico sperimentale S.O.M.A. nel 2016 insieme a Tommaso Marletta e un collettivo di artisti che hanno sperimentato in prima persona il potere dell’arte per reagire a una malattia. Ho voluto trasformare la mia storia in un’esperienza di rinascita condivisa e profondamente inclusiva”. Parole di Alessandra Laganà, artista, ideatrice del metodo Sensory Observatory Multidimensional Artforms che usa l’arte come risorsa viva, capace di trasformare il dolore della malattia in una "visione condivisa" di rinascita. Al centro del percorso c’è un’esperienza sensoriale: la pittura aleatoria sull’acqua.
Un film di colori che dialogano tra loro, dove le donne che hanno affrontato il cancro al seno possono dare forma al proprio vissuto, riscoprendo una bellezza interiore spesso dimenticata durante le terapie.
Ma non si tratta solo di espressione artistica. Quello che era nato come un percorso sensoriale è diventato l'oggetto del primo studio sistematico in Europa capace di integrare oncologia, arte e neuroscienze, con il coordinamento scientifico di Chiara Benedetto, professoressa emerita dell’Università degli Studi di Torino e presidente della Fondazione Medicina a Misura di Donna.
La prova del cervello: cosa accade durante la creazione
Lo studio ha coinvolto 50 donne in follow-up oncologico, monitorando la loro attività cerebrale attraverso l'elettroencefalografia ad alta densità durante l'esperienza creativa. I ricercatori dei laboratori HST del dipartimento di Psicologia dell'Università di Torino hanno cercato di capire se e come il cervello rispondesse a questo stimolo estetico. I risultati mostrano una modulazione importante delle oscillazioni neurali. In particolare, è stato osservato un aumento significativo delle onde alpha, associate all'attenzione verso gli stimoli esterni e all'ideazione creativa, e delle onde gamma, legate all'integrazione degli stimoli sensoriali e alla percezione della bellezza.
Nel primo caso l'aumento è stato più marcato in chi presentava livelli iniziali inferiori di benessere, dimostrando che il metodo agisce come un "attivatore di risorse" per chi ne ha più bisogno. Nel secondo è stata registrata una correlazione diretta: più l'attività è risultata gradita e coinvolgente, maggiore è stata l'attivazione di queste onde, potenziando gli effetti benefici a livello cerebrale.
Risultati che durano nel tempo
La sperimentazione si è articolata in un workshop di tre giorni condotti da operatori socio-sanitari in collaborazione con il team di psico-oncologi e neuroscienziati. La prima giornata è stata di orientamento e somministrazione di questionari sugli stili emotivi; la seconda giornata è stata dedicata all’azione creativa di pittura generativa aleatoria sull'acqua, condotta dall’artista Stefano Giorgi, con monitoraggio elettroencefalico in tempo reale; la terza è stata occupata dalla revisione condivisa delle opere prodotte, con attribuzione di un titolo al frame più significativo della propria performance. Una installazione multimediale collettiva ha poi raccolto le opere realizzate dalle donne protagoniste della sperimentazione.
“I risultati parlano chiaro: il 95% delle protagoniste riferisce un elevato livello di soddisfazione e un miglioramento degli stati emotivi che persiste nel tempo. In particolare, i benefici risultano ancora più marcati nei soggetti che riferiscono maggiori difficoltà nella regolazione emotiva”, ha affermato Irene Ronga, coordinatrice del team Brain Plasticity and Behaviour Changes e psico-oncologhe dell'Aou Città della Salute e della Scienza.
La prescrizione sociale
"I risultati dimostrano che la metodologia S.O.M.A. ha un rigore tale da essere replicabile su larga scala. È la prima volta che un’esperienza creativa di questa complessità viene sottoposta a un’analisi neuroscientifica sistematica", ha commentato Benedetto. I ricercatori che hanno condotto la sperimentazione e gli artisti che l’anno ideata sono convinti che la solidità metodologica e scientifica consenta di aprire un dialogo con le istituzioni per far sì che il metodo possa diventare parte integrante della presa in carico globale delle persone. “In aderenza ai percorsi riconosciuti dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), promuovere pratiche salutogeniche, anche attraverso esperienze culturali, è la nuova frontiera della Prescrizione Sociale. Cioè quella possibilità per noi medici di prescrivere, oltre alle terapie tradizionali, anche percorsi artistici e culturali come strumenti efficaci per migliorare il benessere e la salute della comunità, con una visione olistica. I dati ci consentono di affermare che il Metodo S.O.M.A è maturo per la Prescrizione Sociale”, ha concluso Benedetto.